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Giovanni Battista Ercolani è universalmente annoverato tra i personaggi di maggior rilievo nel panorama scientifico europeo del secolo XIX. In lui, uomo di vasta e poliedrica cultura e di alta statura morale, la passione per la ricerca scientifica, sempre perseguita con rigorosa dedizione, non fu mai disgiunta da quella patriottica che lo portò a lottare su più fronti fin dagli anni della giovinezza, senza nessun cedimento, pagando anche con lesilio la coerenza di un forte impegno civile. Alla sua autorevolezza di ricercatore ed alla sua coerente e mirata attività di politico la medicina veterinaria italiana è debitrice, sul piano scientifico, del definitivo riscatto dallempirismo e su quello professionale della promozione sociale.
A Bologna, sua città natale, lErcolani si era laureato in Medicina e Chirurgia nel 1836. Allievo dellAlessandrini, che nello stesso anno aveva ottenuto lerezione nellateneo felsineo di uno Stabilimento di veterinaria pratica, nel 1846 divenne assistente (aggiunto) nello stesso stabilimento. Con il maestro fu tra i fautori delleffimera Repubblica romana: nel 1848 fu eletto alla Camera dei deputati e fu nominato Segretario del Consiglio di Sanità. Alla caduta della Repubblica, impossibilitato a ritornare a Bologna, riparò dapprima in varie località dellappennino tosco-emiliano, portandosi poi in Piemonte dove fu assunto come assistente alla Scuola Veterinaria di Torino, della quale ebbe in seguito la direzione. In questo periodo consolidò i suoi interessi scientifici conducendo apprezzatissime ricerche comparate di istologia, di anatomia patologica, di embriologia e di teratologia e fondando nel 1852 il Giornale di Medicina Veterinaria, che fu il primo periodico italiano del genere. Dopo lunità, afflitto oltre misura dalla morte dellunica figlia, lasciò Torino intenzionato a ritirarsi a vita privata nella natia Bologna. Ma la nazione e la veterinaria italiana avevano ancora troppo bisogno di lui e il suo innato senso del dovere finì per prevalere sulla sua afflizione. Rientrato nellUniversità di Bologna, sulla cattedra di Istituzioni di Veterinaria, assunse la direzione sia dello Stabilimento di Clinica Veterinaria che del Museo di Anatomia patologica comparata, già tenuta dal suo maestro Alessandrini, e dal 1868 al 1871 ricoprì anche la carica di rettore dellAteneo bolognese. Amico e collaboratore di Marco Minghetti fu deputato al Parlamento italiano e molto si adoperò per la riforma degli studi veterinari e per la valorizzazione anche sul piano legislativo della figura professionale del medico veterinario. LErcolani fu anche un grande cultore di storia della medicina veterinaria ed un appassionato bibliofilo, affetto, a suo dire, da una vera e propria forma di bibliotecomania veterinaria che lo portava a ricercare e ad acquistare per ogni dove manoscritti e stampati attinenti a questa branca della medicina, ai quali attinse per le sue Ricerche storico-analitiche sugli scrittori di veterinaria edite in due volumi a Torino nel 1851 e nel 1854. Bibliotecomania che lo portò ad acquisire un poderoso corpo di manoscritti ed opere a stampa che nel 1884, un anno dopo la sua morte, gli eredi donarono alla città di Bologna perché fosse conservato nella Biblioteca comunale dellArchiginnasio a disposizione degli studiosi. Il cosiddetto fondo Ercolani arricchito da ulteriori donazioni degli allievi, con i suoi 121 manoscritti di mascalcia, che vanno dal XV al XIX secolo, e i 2622 volumi dei quali 95 cinquecentine, 130 edizioni del Seicento e 289 del Settecento, costituisce una delle più ricche raccolte specialistiche nel campo della medicina veterinaria. Con il recente lascito alla Biblioteca della Facoltà di Medicina Veterinaria di Bologna della Biblioteca antiquaria di Medicina Veterinaria di Naldo Maestrini, comprendente più di seicento monografie, databili tra il 500 e il 900, e una ricca raccolta di bandi, editti e proclami inerenti la sanità animale, Bologna può a buon diritto essere proposta a capitale della memoria storica della medicina veterinaria. AllErcolani, che di questa memoria fu il più autorevole assertore, la città ha dedicato una via e una scuola, affiggendo anche una lapide sulla casa del centro cittadino dove ebbe i natali, mentre luniversità ne ha perpetuato il ricordo con un busto marmoreo in Palazzo Poggi. Oggi la Facoltà di Medicina Veterinaria dellateneo bolognese, che dal suo insegnamento trasse vanto e vigore, gli ha intitolato la Biblioteca Centralizzata, cosciente della forza trainante che il ricupero del passato può avere sul suo futuro.
Da: Alba Veggetti. Profilo di Giovan Battista Ercolani. Ritratto dell'Ercolani eseguito a carboncino dal Dott. Franco Tarozzi, medico veterinario della Facoltà di Medicina Veterinaria di Bologna. |
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